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Pensionato all’estero, i 3 profili più comuni (parliamo di portafoglio)


Espatriare nell’età della pensione, un fenomeno diffuso che nasce però da differenti necessità. Non tutti quelli che lasciano il Belpaese lo fanno per le stesse ragioni e spesso fanno parte di categorie di persone con caratteristiche e portafogli completamente diversi.

Hai mai pensato a quale categoria di expat fai parte? Se stai pensando di fare il grande passo ti consiglio di leggere questo articolo perchè ti riguarda e ti può aiutare a capirne di più.

Vediamo quali sono i 3 profili di expat pensionato più comuni e cosa li spinge a fare una scelta simile:

  1. Pensionato expat di sopravvivenza
  2. Pensionato expat ideale
  3. Pensionato expat fiscale

Pensionato expat di sopravvivenza

È colui che ha una pensione netta che sfiora i 1000 euro al mese. Si tratta della maggior parte dei pensionati italiani e la scelta di espatriare è dettata da una necessità di sopravvivenza. Cerca paesi in cui il potere d’acquisto sia nettamente più favorevole in cui le spese fisse di casa (affitto, bollette, spese manutenzione) abbiano un basso impatto sulla propria pensione e non superi il 50%. È un’espatrio un po’ forzato e non sempre una scelta completamente libera, spesso riguarda paesi dell’est Europa o del nord Africa ma non troppo lontani da essere raggiunti. Non sono paesi ricchi dal punto di vista economico ma possono offrire una via di fuga dignitosa a chi non ha grandi pretese e vuole una quotidianità serena. Solitamente questo pensionato vive in grandi metropoli italiane in cui le spese di casa (soprattutto l’affitto) sono insostenibili e anche se proprietario di immobile non è in grado di affrontare tranquillamente le spese ordinarie e condominiali

Pensionato expat ideale

È il pensionato che ha la possibilità di scegliersi liberamente la meta più desiderata. Prende dai 1500 fino ai 2500 euro netti al mese ed è nella posizione ideale di godersi il nuovo paese senza nessun timore economico, anzi con grande entusiasmo e voglia di scoprirlo a fondo. Questa categoria di pensionati vuole un miglioramento della propria qualità di vita e non persegue un mero vantaggio di tipo fiscale di detassazione della pensione. Il criterio principale di scelta è un clima migliore, il mare, il cibo sano e la possibilità di investire in una casa a prezzi competitivi. Cerca principalmente un paese nell’area Euro per godere di servizi di maggiore qualità ma anche della stessa valuta monetaria che fa sempre comodo. Lo definisco il pensionato ideale perchè non ci sono fattori negativi esterni che lo inducono a voler cambiare paese. Può essere spinto anche dal solo interesse ad investire in un immobile al mare per goderne in prima persona per lunghi tratti dell’anno, senza necessariamente percorrere le via burocratica del trasferimento di residenza.

Pensionato expat fiscale

Riguarda un esiguo numero di pensionati con una pensione superiore ai 2.500 euro che cercano semplicemente uno stratagemma fiscale per pagare meno tasse in Italia. Per questi profili molti paesi si sono messi in competizione offrendo vantaggi fiscali come Cipro e Portogallo. Nel caso del paese lusitano la possibilità di non pagare le tasse per 10 anni inizialmente prevista per chi prendeva la residenza nell’età della pensione, è stata rivista con una nuova legge che alza il prelievo fiscale ai nuovi arrivati. Al pari di un investitore che alloca le proprie risorse nel modo più proficuo anche questo pensionato d’oro decide di riscuotere il proprio introito mensile laddove lo stato è meno pesante a livello di tasse. Non ha problemi di sopravvivenza ovviamente ma la scelta di espatrio è ridotta ai paesi che offrono solo questo tipo di incentivo fiscale, che peraltro può essere temporaneo.

Dove vanno i pensionati d’oro (fonte Il Sole 24 ore)

La tabella indica che nelle prime tre posizioni ci sono Cipro, Emirati Arabi e Portogallo. I pensionati d’oro che prendono ogni mese ben più di 2500 euro scelgono queste tre destinazioni sulla base di precise agevolazioni di tipo fiscale.

Beh, visto che al momento non vivi in questi tre paesi, ti consiglio di continuare a leggere.

Sai quali sono le precondizioni per valutare se vivere all’estero, anche per lunghi tratti dell’anno? Non mi riferisco solo agli aspetti economici e a quanto ammonta la tua pensione. Parlo di quelle caratteristiche e attitudini che devi avere per affrontare il trasferimento efficacemente, che vanno oltre all’aspetto prettamente finanziario. Ne parlo in questo articolo: i 14 tratti del perfetto expat

Sono convinto che chi è mosso unicamente da motivi di vantaggio fiscale è destinato a fallire. Ti ho spiegato poco fa che la scelta veramente libera è fatta da colui che non mette al primo piano il perseguimento di uno zero virgola, ma la volontà di un miglioramento della qualità di vita. Che valore ha per te poter svegliarti e passeggiare sulla spiaggia che hai sempre sognato in Grecia? Quanto prezioso può essere un luogo dove goderti la meritata pensione lontano dall’insicurezza e dal caos delle metropoli?

Mi posso immaginare che già al pensiero ti stai già sentendo meglio, vero?

Tieni bene a mente allora a quale profilo appartieni e scopri ora quali sono i 4 errori che devi assolutamente evitare se vuoi trasferirti all’estero!

Un abbraccio!

Marco

Il tuo aggancio in Grecia


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