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Il decalogo della Vitanostress

  1. La Respirazione, In alcuni momenti a caso durante il giorno, qualunque cosa tu stia facendo, fai dei profondi respiri, inspira aria lentamente con il naso e butta fuori con la bocca per 2 o tre volte. ripetilo almeno ogni 2 o 3 ore fino a quando non ti viene automatico
  2. Il cellulare, Spegnilo almeno mezz-ora prima di andare a letto e leggi un libro con un argomento che ti ispira. Quando ti svegli fai una ricca colazione prima di accenderlo ed elimina tutte le notifiche sonore che non sono fondamentali.
  3. Mangia meno e meglio. Abbassa il numero di calorie al giorno, mangia anche alimenti che non ti piacciono.
  4. Muoviti di +, Prendi le scale non l’ascensore, vedrai che non sono mai occupate. Parcheggia lontano dall’entrata perchè lì trovi sempre posto. Migliora la tua flessibilità anche poco alla volta.
  5. Arrabbiati SOLO con le poche persone che lo meritano davvero, quelle più vicine. Gli altri non possono toccarti. Puoi scegliere comunque di aprire una discussione su quale sia il migliore vaccino per il Covid su facebook con un perfetto sconosciuto se hai tempo da perdere.
  6. Ascolta attentamente il tuo corpo, ti manda sempre segnali quando sei stressato. Stomaco, testa sono le prime spie che ti devono mettere all’erta.
  7. Abbraccia più spesso chi ami, senza un motivo particolare.
  8. Impara la raffinata arte di dire ogni tanto a te stesso “ma m’importa un benemerito c… !!!” vedrai che i benefici sono immediati, avranno un effetto liberatorio. Smetti di essere troppo severo con te stesso.
  9. Cerca sempre il tuo perchè. Non importa quanti anni tu abbia, se si tratta della vita professionale o privata, non rinunciare mai a chiederti quale sia il tuo posto nel mondo e cosa ti fa stare bene. Ricalibra costantemente il tuo percorso e abbraccia il cambiamento senza troppa paura.
  10. Coltiva il silenzio invece di parlare e ascolta gli altri. Se ci pensi bene, chi parla, semplicemente ripete qualcosa che conosce mentre chi ascolta acquisisce sempre nuove informazioni. In altre parole se parli stai vendendo, se ascolti stai comprando ….. conoscenza! 😉

Trasferirsi in Grecia, 4 motivi per pensarci seriamente nel post-Covid

Nell’immaginario collettivo la Grecia va bene per le vacanze, il mare il sole eccetera eccetera.

Nell’era del post – Covid però il paese ellenico può offrire agli amici esterofili un’opzione molto seria de prendere in considerazione per viverci stabilmente. Abbiamo spesso affrontato il tema del piccolo imprenditore che vuole investire in un’attività sulla base della propria esperienza in Italia. Sono molti coloro che hanno riproposto in Grecia la propria pizzeria, gelateria, ristorante, o altro e spesso si è rivelata un idea vincente. Ecco qui alcune interviste che abbiamo fatto negli anni a diversi protagonisti di eccellenze italiane che potrebbero ispirarti. 

Se ti interessa l’argomento scopri qui  i 5 motivi principali per inseguire il successo in Grecia.

Ancora più attuale diventa oggi un’opportunità per i cosiddetti nomadi digitali. I professionisti freelance che non hanno vincoli di ufficio, orario e che possono lavorare da qualunque parte del mondo avendo a disposizione una connessione internet e il proprio portatile, scelgono sempre più luoghi vicino al mare con un clima invidiabile tutto l’anno. Immagina di poter iniziare la tua giornata con una passeggiata in riva al mare! 😉

L’idea ti stuzzica?

Allora continua a leggere perchè ci sono notizie che ti interessano.

Ho individuato almeno 4 motivi reali che possono spingerti a considerare seriamente questa possibiità e realizzare il sogno di vivere il mare più bello del mondo tutto l’anno:

1. Settore immobiliare

La foto indica il totale delle spese mensili che sostenevo in Grecia, in una località sul mare del golfo dell’Argolide per una casa di circa 64 metri quadri. Mi piace parlarti dati alla mano ecco perchè condivido quella che è stata la mia esperienza in prima persona. Non ti credere che a Mykonos affittare sia così economico ovviamente ma la Grecia è un tesoro pieno di luoghi semi-sconosciuti dove poter vivere con un budget medio. Per alcuni versi il segreto è proprio questo: scovare un posto, che sia isola o terraferma, lontano dai grossi flussi turistici e dai soliti nomi che sponsorizza continuamente il web.

Hai già un posto in mente scommetto! 😊 Se vuoi acquistare casa e hai un budget di 150K euro scopri qui in quali delle meravigliose isole puoi avverare il tuo sogno.

2. Opportunità per i nomadi digitali

L’era post-Covid darà un’accelerazione ad un nuovo modo di vivere la libera professione: freelance, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori avranno come ufficio qualsiasi posto nel mondo. Questo apre lo scenario ad una vita qualitativamente migliore e un ottimizzazione del tempo, non ci sono più orari ma si sceglie quanto e da dove lavorare. La Grecia a questo proposito con la nuova legge vuole attrarre con un regime fiscale molto vantaggioso, chi trasferisce la propria residenza fiscale in loco. Le forti esenzioni sono rivolte anche a chi intende trasferirsi come dipendente in una “nuova posizione lavorativa” oltre che ai nomadi digitali. Chi trasferisce la propria residenza fiscale ha diritto:

  • Esenzione dal pagamento dell’imposta sul reddito e della tassa di solidarietà sul 50% del suo reddito da lavoro dipendente o freelance di fonte greca
  • Qualsiasi altro rediito di fonte greca ed estera viene tassato secondo le aliquote fiscali generali (con il diritto di ricevere un credito d’imposta estera per le tasse pagate all’estero a certe condizioni
  • Esenzione dell’applicazione delle tasse locali sul reddito annuale figurativo derivante dalla proprietà o dal possesso di una residenza o di un veicolo ad uso privato

Il termine per richedere questo regime è il 31 luglio dell’anno in cui l’individuo inizia l’attività lavorativa o imprenditoriale.

Ci sono però dei requisiti da soddifare:

  • Non avere lo status di residente fiscale greco nei sei anni precedenti al trasferimento
  • Provenire da un paese UE che abbia sancito un accordo bilaterale su questioni fiscali (l’Italia c’è!)
  • Fornire servizi di lavoro in loco a un greco o a una filiale greca di una società straniera 
  • Dichiarare di voler rimanere in Grecia per almeno 2 anni

3. Una stato meno vessatorio

Oltre alle agevolazioni già citate, chi si è lanciato nell’avventura di aprire attività in Grecia ha potuto vedere una differenza sostanziale rispetto all’Italia: lo stato è meno ingombrante e ti lascia maggiore libertà nel concentrarti sulla tua attività.

Parliamoci chiaro: siamo sempre in Grecia e alcuni disservizi nei pubblici uffici li vedrai sempre! Quindi a volte ti scontrerai con una burocrazia che sta cercando di snellire le proprie procedure. Nonostante ciò, se capirai in fretta il modo di pensare locale, i benefici saranno molti di più rispetto agli ostacoli.

Aprire una partita iva personale in Grecia non comporta automaticamente dissanguarsi per le imposte ancor prima di aver generato reddito, come purtroppo succede in Italia. Anzi il minor impatto sorpende sempre gli italiani che si trasferiscono e si lanciano nella propria avventura imprenditoriale: è questa sostanziale differenza che permette a molti di “fare impresa” senza rischiare un capitale.

La Efka attuale (cioè la Inps) è una spesa che devi mettere in conto, ma si tratta di circa 200 euro mensili. Non ci sono altre rilevanti imposte che devi considerare eccetto quelle operative della tua attività.

Non male vero? Se anche tu hai gli incubi quando ogni trimestre il commercialista ti invia gli F24 da pagare e hai un legame speciale con la Grecia allora puoi iniziare seriamente a considerare questo opportunità.

4. Ideale per i pensionati

Ormai la battaglia tra i paesi per accaparrarsi a suon di vantaggi fiscali i pensionati di tutta europa è aperta: la Grecia ha messo in campo negli ultimi tempi una strategia molto aggressiva ed un 7% fisso sulla pensione lorda per chi trasferisce la propria residenza nel paese degli Dei!

Se sei un amante della bellezza ellenica e hai la fortuna di aver raggiunto il fatidico tragurado della pensione, la Grecia dovrebbe essere per te un opzione irresisitibile.

È un argomento che spesso abbiamo trattato nel blog con una guida specifica per chi è interessato all’argomento.

Ricordati: la vita è una sola. Se non sei felice dove stai vivendo….spostati! Non sei un albero! 🙂

Un abbraccio,

Marco, il tuo aggancio in Grecia!

Regime fiscale dei pensionati che si trasferiscono in Grecia

Il maggiore sito economico on line della Grecia (naftemporiki.gr) ha dedicato un articolo all’argomento suscitando l’interesse di un sempre maggiore numero di senior europei ed italiani in particolare che sognano una felice vecchiaia nel paese ellenico.

Il disegno di legge a cui fa riferimento si basa sulla volontà del governo di attrarre “investimenti non convenzionali” quali sarebbero appunto i pensionati esteri che avrebbero un motivo molto allettante per trasferire definitivamente la propria residenza in Grecia.

Una tassazione del 7% sulla propria pensione lorda per 10 anni.

Questa misura al vaglio del governo risulterebbe, qualora entrasse in vigore un vantaggio per tutti coloro che vedono corrodere la propria pensione lorda da una serie di tasse alla fonte che la riducono ad un misero intrioito mensile. Le condizioni che offrirebbe la Grecia agli interessati sarebbero migliori di quelle che il Portogallo offriva poco tempo fa con una tassa fissa del 10% per dieci anni. Misura che è stata cancellata e che non risulta essere attiva.

Ormai sembra chiaro che la battaglia degli stati Europei ad attrarre la più grande fetta della popolazione europea dei prossimi anni, i pensionati, continua ad essere in pieno fermento. Una battaglia a colpi di vantaggi fiscali che offrono al pensionato delle opzioni o alternative valide per vivere una serena terza età.

Gli amanti della Grecia che si trovano in questa situazione possono sorridere e vedere finalmente una ragione in più per fare il grande passo del trasferimento.

Ma cosa serve per accedere a questo tipo di vantaggio fiscale?

Andiamo a vedere intanto cosa dice il nuovo disegno di legge in discussione:

“qualsiasi persona fisica con redditi da pensione risultante all’estero che trasferisce la propria residenza fiscale in Grecia, potrà usufruire in primo luogo dei cosiddetti Patti Bilaterali o Convenzioni Bilaterali vigenti tra Italia e Grecia. È necessario che tale soggetto non abbia avuto la residenza in Grecia nei 5 anni precedenti al trasferimento. Per residenza fiscale si intende la residenza fisica cioè dove il soggetto può dimostrare di vivere la maggior parte dell’anno solare (almeno 183 giorni).

Il pensionato che ha i requisiti potrà chiedere il trasferimento di residenza nel paese ellenico e con l’accetazione della domanda potrà usufruire del regime di tassazione del 7%  ogni anno per il totale delle sue entrate dall’estero.

Qualsiasi imposta pagata all’estero per i redditi coperti dal metodo di tassazione alternativo non verrà detratta dall’imposta in Grecia.

Con il pagamento di questa imposta, tutti gli obblighi di legge saranno esauriti. L’imposta verrà pagata ogni anno in un’unica soluzione entro il 31 Luglio e non sarà compensata da altre passività fiscali o da altri saldi creditizi della persona che è stata soggetta al metodo di imposizione alternativo.

La domanda di trasferimento della residenza fiscale sarà presentata all’amministrazione fiscale dal pensionato entro il 31 marzo di ogni anno fiscale. Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, l’amministrazione fiscale esaminerà la domanda ed emetterà una decisione, con la quale la approverà o la respingerà. Il pensionato, da parte sua, dichiarerà nella sua domanda lo stato in cui ha avuto la sua ultima residenza fiscale fino alla presentazione della sua domanda. L’Amministrazione fiscale informerà quindi le autorità fiscali di quello Stato circa il trasferimento della residenza fiscale di quel contribuente. In particolare per le domande di trasferimento fiscale che saranno presentate entro il 2020, il termine per la presentazione della domanda pertinente è fissato al 30 settembre 2020”

Questo il testo riassuntivo del disegno di legge in discussione.

Ma torniamo ora a vedere i passaggi necessari per arrivare a godere dei vantaggi descritti, una volta approvata la legge.

  1. Passare un periodo di almeno 6 mesi in Grecia
  2. Non avere un domicio fiscale in italia per lo stesso periodo
  3. Richiedere l’iscrizione all’Aire presso il consolato italiano ad Atene
  4. Procedere con la richiesta dell’esenzione dell’imposizione italiana sulle pensioni.

Ne parliamo nel dettaglio in una guida dedicata con tutti i passaggi da fare passo-passo.

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Pensionato in Grecia, i 4 errori da evitare

Stai pensando di adottare la exit strategy? Vuoi valutare i vantaggi di un trasferimento all’estero e stai pensando seriamente alla Grecia?

Bene!

Per evitare errori dobbiamo sgombrare il campo da alcune idee fuorvianti che potresti avere su questo tema.

Ho sempre dichiarato che ci vuole una grande determinazione per cambiare paese e che bisogna prendere consapevolezza di questo desiderio con grande lucidità, evitando errori che si possono fare di getto. Ma ci sono anche errori macroscopici che ti voglio elencare se stai pensando di fare il grande passo e non fraintendermi se non sarò tenero. Non sono qui per venderti sogni a prezzo scontato, voglio invece darti tutti gli strumenti per decidere consapevolmente come migliorare le tua vita.

Partiamo!

1. Credere di farcela con meno di 1000 euro al mese

Hai qualche capello bianco, giusto? Ecco, non credere alla favoletta di poter vivere alla grande con una pensione inferiore ai 1000 euro al mese. Ricordati che uno dei maggiori vantaggi di poter vivere in Grecia è sicuramente la possibilità di trovare affitti molto più bassi in confronto alle grandi metropoli italiane ma non cadere nella trappola del: lì costa tutto di meno! Sarebbe un errore grossolano oltre che ad un’ inesattezza. Se sei un expat di sopravvivenza devi valutare attentamente tutti gli aspetti e le spese della vita quotidiana. Anche se il fenomeno Air bnb degli affitti brevi ha avuto un notevole effetto sul mondo della locazione, puoi ancora trovare immobili in affitto anche a 350/400 euro in molte zone sul mare, ma non è l’unica voce di spesa ovviamente. Se stai pensando all’acquisto di immobile a maggior ragione devi considerare l’impatto della rata del mutuo. Con mille euro al mese ogni piccolo imprevisto può crearti problemi e se non hai dei risparmi da parte come cuscino di sicurezza non puoi davvero vivere una vita pienamente serena. Il discorso cambia ovviamente se puoi disporre di un gruzzolo in banca che all’occorrenza può essere usato.  

Attenzione: se invece siete una coppia con una pensione complessiva di circa 1.800/2000 euro al mese la situazione cambia radicalmente perchè le spese vengono divise e distribuite. In questo caso stabilirsi in Grecia può essere molto conveniente.

Cosa fare per una valutazione saggia:

  • Quantificare le entrate (qual è l’importo della mia pensione + altri eventuali introiti)
  • Pianificare un budget di impianto (le spese del primo trimestre in Grecia per trovare casa e stabilirsi)
  • Pianificare un budget di regime (previsione delle spese ordinarie correnti)
  • Verifica fattibilità (verificare la sostenibilità dei punti 2 e 3 dal punto di vista economico)

2. Scegliere il posto dove sei stato in vacanza qualche volta

Può anche essere il paradiso terrestre, può essere un’isola oppure un altro luogo dell’entroterra ma per scegliere il posto dove poter vivere anche lunghi tratti dell’anno ci devi andare molte volte, per scoprirlo in tutti i suoi aspetti. Scopri quindi se ci sono tutti i servizi necessari vicini come negozi, supermarket, farmacie, etc e cerca sempre di privilegiare la praticità. Quando ci torni in vacanza osserva dove si trovano tutti questi servizi perchè la tua vita quotidiana sarà scandita inevitabilemente da questi ritmi.

Azioni concrete:

  • Tornare molte volte sul posto, non solo d’estate e viverlo in tutti suoi aspetti.
  • Non prenotare nel solito posto, frequentare anche i luoghi circostanti

3. Non creare prima del trasferimento una rete di contatti utili

Prima di affrontare un cambio di vita nel nuovo paese, è fondamentale creare una fitta rete di contatti con molte persone alla quali all’occorrenza fare affidamento. Devi in qualche modo preparare il terreno al tuo atterraggio: non puoi pretendere di arrivare nel tuo nuovo habitat senza prima non aver tessuto una ragnatela di relazioni sociali. Ricordati che solo queste relazioni ti faranno sentire veramente integrato e al sicuro. Oggi fortunatamente i social network sono di grande aiuto in questo, ma puoi semplicemente iniziare dal fornaio o dal farmacista e così via e credimi che in Grecia questo avverrà in modo molto naturale.

Cosa fare per aiutare la creazione di una rete sociale:

  • imparare (almeno un po’) il greco à non devi diventare il nuovo Omero, ma almeno impegnati perchè la tua vita sia il più possibile integrata alla tua nuova realtà. Puoi anche affidarti all’inglese visto che in Grecia lo parlano in molti sia per motivi prettamente turistici ma anche perchè culturalmente viene insegnato fin dalla tenera età.   
  • iscriviti nei gruppi sociali che potrebbero aiutarti (ad esempio esistono gruppi di italiani che vivono in Grecia) 

4. Avere un approccio fiscalo-centrico

Oramai è risaputo che molti paesi europei si contendono a suon di leggi, decreti e vantaggi fiscali la più grande fetta di popolazione europea autoctona che ci sarà nel giro di pochi anni: i pensionati. In Italia dove l’età media di vita è in continuo aumento si prevede che fra 10 anni il numero dei lavoratori attivi sarà minore dei pensionati. Questo dato forse lo avrai già sentito ma una volta arrivato al fatidico traguardo del pensionamento, quello che davvero ti interessa è poter finalmente riposarti dalle fatiche di una vita. Se vuoi espatriare nell’età della pensione e hai come unico obiettivo la detassazione della pensione per ricaverne così uno 0 virgola, stai sbagliando strada. Attenzione: ho detto se è il tuo unico obiettivo. Non dico certo che debba essere un aspetto da tralasciare ma non può rappresentare un criterio principale di scelta.

Credi che stia sbagliando?

Ti voglio rivelare un dato (fonte: Il Sole 24 ore)

Questa tabella indica dove vanno i paperoni della pensione per pagare ancora meno tasse. Cipro e gli Emirati Arabi sono nelle prime due posizioni, subito dopo arriva il Portogallo. In questi paesi evidentemente c’è una politica di defiscalizzazione estemamente aggressiva che può in prima battuta essere molto allettante. Anche se il Portogallo ha recentemente rivisto le regole della detassazione per i nuovi arrivati, fino a poco tempo fa chi si trasferiva poteva godere di un’esenzione per 10 anni. Ma dietro a questi numeri ci sono persone realmente residenti oppure si tratta di un mero escamotage per un’agevolazione di tipo fiscale?

Adesso ti voglio chiedere:

Se avessi una pensione di 3 mila euro andresti a vivere negli emirati per magari prenderne 3500? Se sei un amante e appassionato del mondo arabo lo potrei capire ma se non lo sei questa mossa rischia di essere vana, perchè devono esserci aspetti molto più profondi che ti legano nel nuovo paese in cui ti accingi a vivere.

Quello che devi evitare quindi è di seguire l’ultima notizia di radio – fisco – pensione e lasciarti guidare dal tuo vero desiderio. Non cadere nella trappola di osservare il trasferimento della pensione all’estero da un punto di vista “fiscalo-centrico” ma chiediti piuttosto in quale luogo vuoi svegliarti ogni mattina e quali semplici azioni quotidiane ti fanno felice. Alla fine si tratta di migliorare la propria qualità di vita, non di portare a casa qualche centinaio di euro in più.

Un abbraccio

Marco, il tuo aggancio in Grecia

Pensionato all’estero, i 3 profili più comuni (parliamo di portafoglio)

Espatriare nell’età della pensione, un fenomeno diffuso che nasce però da differenti necessità. Non tutti quelli che lasciano il Belpaese lo fanno per le stesse ragioni e spesso fanno parte di categorie di persone con caratteristiche e portafogli completamente diversi.

Hai mai pensato a quale categoria di expat fai parte? Se stai pensando di fare il grande passo ti consiglio di leggere questo articolo perchè ti riguarda e ti può aiutare a capirne di più.

Vediamo quali sono i 3 profili di expat pensionato più comuni e cosa li spinge a fare una scelta simile:

  1. Pensionato expat di sopravvivenza
  2. Pensionato expat ideale
  3. Pensionato expat fiscale

Pensionato expat di sopravvivenza

È colui che ha una pensione netta che sfiora i 1000 euro al mese. Si tratta della maggior parte dei pensionati italiani e la scelta di espatriare è dettata da una necessità di sopravvivenza. Cerca paesi in cui il potere d’acquisto sia nettamente più favorevole in cui le spese fisse di casa (affitto, bollette, spese manutenzione) abbiano un basso impatto sulla propria pensione e non superi il 50%. È un’espatrio un po’ forzato e non sempre una scelta completamente libera, spesso riguarda paesi dell’est Europa o del nord Africa ma non troppo lontani da essere raggiunti. Non sono paesi ricchi dal punto di vista economico ma possono offrire una via di fuga dignitosa a chi non ha grandi pretese e vuole una quotidianità serena. Solitamente questo pensionato vive in grandi metropoli italiane in cui le spese di casa (soprattutto l’affitto) sono insostenibili e anche se proprietario di immobile non è in grado di affrontare tranquillamente le spese ordinarie e condominiali

Pensionato expat ideale

È il pensionato che ha la possibilità di scegliersi liberamente la meta più desiderata. Prende dai 1500 fino ai 2500 euro netti al mese ed è nella posizione ideale di godersi il nuovo paese senza nessun timore economico, anzi con grande entusiasmo e voglia di scoprirlo a fondo. Questa categoria di pensionati vuole un miglioramento della propria qualità di vita e non persegue un mero vantaggio di tipo fiscale di detassazione della pensione. Il criterio principale di scelta è un clima migliore, il mare, il cibo sano e la possibilità di investire in una casa a prezzi competitivi. Cerca principalmente un paese nell’area Euro per godere di servizi di maggiore qualità ma anche della stessa valuta monetaria che fa sempre comodo. Lo definisco il pensionato ideale perchè non ci sono fattori negativi esterni che lo inducono a voler cambiare paese. Può essere spinto anche dal solo interesse ad investire in un immobile al mare per goderne in prima persona per lunghi tratti dell’anno, senza necessariamente percorrere le via burocratica del trasferimento di residenza.

Pensionato expat fiscale

Riguarda un esiguo numero di pensionati con una pensione superiore ai 2.500 euro che cercano semplicemente uno stratagemma fiscale per pagare meno tasse in Italia. Per questi profili molti paesi si sono messi in competizione offrendo vantaggi fiscali come Cipro e Portogallo. Nel caso del paese lusitano la possibilità di non pagare le tasse per 10 anni inizialmente prevista per chi prendeva la residenza nell’età della pensione, è stata rivista con una nuova legge che alza il prelievo fiscale ai nuovi arrivati. Al pari di un investitore che alloca le proprie risorse nel modo più proficuo anche questo pensionato d’oro decide di riscuotere il proprio introito mensile laddove lo stato è meno pesante a livello di tasse. Non ha problemi di sopravvivenza ovviamente ma la scelta di espatrio è ridotta ai paesi che offrono solo questo tipo di incentivo fiscale, che peraltro può essere temporaneo.

Dove vanno i pensionati d’oro (fonte Il Sole 24 ore)

La tabella indica che nelle prime tre posizioni ci sono Cipro, Emirati Arabi e Portogallo. I pensionati d’oro che prendono ogni mese ben più di 2500 euro scelgono queste tre destinazioni sulla base di precise agevolazioni di tipo fiscale.

Beh, visto che al momento non vivi in questi tre paesi, ti consiglio di continuare a leggere.

Sai quali sono le precondizioni per valutare se vivere all’estero, anche per lunghi tratti dell’anno? Non mi riferisco solo agli aspetti economici e a quanto ammonta la tua pensione. Parlo di quelle caratteristiche e attitudini che devi avere per affrontare il trasferimento efficacemente, che vanno oltre all’aspetto prettamente finanziario. Ne parlo in questo articolo: i 14 tratti del perfetto expat

Sono convinto che chi è mosso unicamente da motivi di vantaggio fiscale è destinato a fallire. Ti ho spiegato poco fa che la scelta veramente libera è fatta da colui che non mette al primo piano il perseguimento di uno zero virgola, ma la volontà di un miglioramento della qualità di vita. Che valore ha per te poter svegliarti e passeggiare sulla spiaggia che hai sempre sognato in Grecia? Quanto prezioso può essere un luogo dove goderti la meritata pensione lontano dall’insicurezza e dal caos delle metropoli?

Mi posso immaginare che già al pensiero ti stai già sentendo meglio, vero?

Tieni bene a mente allora a quale profilo appartieni e scopri ora quali sono i 4 errori che devi assolutamente evitare se vuoi trasferirti all’estero!

Un abbraccio!

Marco

Il tuo aggancio in Grecia

Residenza all’estero, i 4 requisiti fondamentali dell’expat senior

Per prendere la residenza all’estero non basta fare una valigia, prenotare un biglietto aereo e partire. Anche se come dice un vecchio adagio tutto il mondo è paese la verità è che se hai in programma di andare a vivere all’estero devi conoscere bene la procedura per farlo nel modo corretto e soprattutto quali sono i requisiti richiesti.

In questo articolo vedremo quali sono i 4 requisiti fondamentali perchè un cittadino italiano possa essere considerato residente all’estero, chi può farne richiesta e i tempi necessari.

Sei pronto?

Partiamo!

Intanto iniziamo con il dire che queste informazioni sono valide anche per tutti coloro che già possiedono una casa all’estero e che hanno intenzione di valutare la convenienza nello spostare anche la propria residenza. Per chi invece è in procinto di acquistare un immobile fuori dai confini italiani è l’occasione per prendere appunti ed evitare errori che farebbe un utente disinformato.

La prima cosa che devi verificare è se il paese dove vuoi prendere la residenza ha stipulato con l’Italia la Convenzione Bilaterale o Patto bilaterale. Si tratta di un accordo che disciplina anche in che modo verrà gestita poi la modalità nel pagare le tasse correttamente ed evitando le doppie imposizioni fiscali.

Per gli amici della Grecia e per chi si accinge a prendere casa nel paese ellenico i Patti bilaterali sono stati stipulati nel 1987. Tienilo bel presente se hai intenzione dopo l’espatrio di iniziare una tua attività imprenditoriale o nel caso tu voglia goderti i vantaggi fiscali del trasferimento della pensione.

Essere considerato residente all’estero, equivale a dire essere fiscalmente residente all’estero. Significa che per il fisco è decisivo dove hai la residenza e i Patti bilaterali sono stati concepiti proprio per evitare di pagare due volte.

  • REQUISITO n.1: Non devi essere iscritto all’anagrafe del tuo comune Italiano da almeno 6 mesi (183 giorni per l’esattezza)
  • REQUISITO n.2: Non aver avuto nessun domicilio in Italia da almeno 6 mesi
  • REQUISITO n.3: Non aver avuto dimora abituale in Italia da almeno 6 mesi

Siccome ho sempre odiato il burocratese ti voglio fare degli esempi pratici per spiegarti come questi requisiti possono essere conquistati.

Mi sto specializzando in traduzioni burocratese – italiano 😉

Seguimi:

Sei un imprenditore ? : è da circa un anno che hai aperto la tua pizzeria, pasticceria, gelateria in Grecia, hai preso casa e per ovvi motivi passi la maggior parte del tempo (diciamo la parte maggiore dell’anno) in Grecia. Se in Italia non hai più nessun domicilio, inteso come centro degli affari e interessi economici e la tua dimora abituale è in Grecia allora hai le carte in regola per richiedere la residenza. Come? Iscrivendoti all’Aire. (ne parlo in questo articolo – link)

Sei un pensionato ?: se hai trovato il tuo angolo di paradiso in qualche isola del mare Egeo e dell’Ionio e ti stai godendo la meritata pensione tra pesca mattutina e passeggiate in spiaggia, dopo 183 giorni dalla disiscrizione dal tuo comune italiano e se dimori per più di 6 mesi all’anno in Grecia anche tu puoi procedere con la richiesta della residenza. Come? Anche tu iscrivendoti all’Aire (clicca qui per vedere l’articolo)

Ok Marco, ma non c’era anche un quarto requisito?

Si certo hai ragione! 😊

C’e il quarto requisito che è abbastanza ovvio e ti servirà proprio per completare la procedura con l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.  

  • REQUISITO n.4: dimostrare di abitare in Grecia abitualmente con della documentazione comprovante (contratto di acquisto casa, bollette)

Adesso deve essere tutto più chiaro, vero?

Ti voglio dare un ulteriore strumento che aiuta nell’identificare quale sia la tua residenza nel caso in cui ti muovi tra i due paesi e hai perso un po’ la bussola. E’ una scaletta di 4 criteri.

Ricordati che per stabilire in quale stato il contribuente debba essere considerato residente, i criteri sono in ordine gerarchico e si fa riferimento al successivo solo se il precedente non è risolutivo:

  1. Disponibilità di un’abitazione permanente
  2. Centro degli interessi vitali
  3. Soggiorno abituale
  4. Nazionalità

Puoi semplicemente leggerli come se ciascuno di essi fosse una domanda. Se non hai una risposta certa e univoca, passi alla domanda successiva fino a identificare con sicurezza la tua residenza definitiva.

Mi auguro che adesso la nebbia si sia un po’ diradata.

Ti saluto,

Marco. Il tuo aggancio in Grecia!

I 14 tratti del perfetto expat senior

Non tutti siamo fatti per intraprendere l’avventura del trasferimento all’estero alla ricerca di un miglioramento della propria qualità di vita. Anche se non siamo pienamente soddisfatti della nostra quotidianità, rimanere comunque nella nostra zona di confort e nella routine quotidiana ci fa sentire in sicurezza. L’incertezza dell’ignoto prevale sulla voglia di creare una nuova pagina della propria vita in un paese diverso.

Per realizzare i sogni invece, ci vuole ben altro!

Il profilo ideale di chi desidera espatriare ha determinate caratteristiche e conoscenze che aiutano enormemente ad affrontare un tale cambio di vita. Sono in pratica le pre-condizioni che ci devono essere per fare in modo che il trasferimento sia una consegunza naturale e non un azzardo. Te le voglio elencare qui sotto in modo che possa il più possibile identificarti. Questi 13 tratti possono essere divisi in 3 categorie a seconda della tipologia

  • Caratteristiche anagrafiche: sono quei tratti che riguardano la carta d’identità (età, luogo di provenienza, stato – non civile ma psico/fisico)
  • Caratteristiche attitudinali: sono aspetti legati al carattere della persona e all’atteggiamento
  • Conoscenze/disponibilità: sono le hard skills come lingue parlate, uso efficace di internet, possibilità di investire

Ti invito allora a fare questo esercizio e verificare quanto sei vicino all’ identikit del perfetto expat e in quali aspetti ti puoi migliorare.

Sei pronto?

  1. Sei in una condizione psico-fisica soddisfacente per affrontare il trasferimento. Non sto dicendo ovviamente che se hai i trigliceridi alti non puoi farlo. Mi riferisco piuttosto ad uno stato emotivo ed attitudinale positivo che aiuta ad affrontare un imminente cambiamento di vita. 
  2. Sei attratto dal cambiamento piuttosto che esserne impaurito
  3. Hai una buona dose di incazzatura, che però non ha un effetto negativo su di te anzi che usi come nuovo propulsore per realizzare il tuo sogno
  4. Hai una buona conoscenza di internet, sai usare lo smartphone, il computer e hai compreso l’importanza degli strumenti del web. A proposito: è l’ora di cambiare il cellulare 😉 così puoi leggere bene le preziose informazioni che ti invio per mail.
  5. Hai la possibilità di investire in almeno un immobile
  6. Hai un legame speciale con la Grecia
  7. Sei stato svariate svolte in vacanza e conosci usi e costumi locali
  8. Hai un pizzico di avventura nel DNA
  9. Hai abbastanza capelli bianchi per superare ogni piccolo intoppo
  10. Parli correttamente l’inglese
  11. Sai che la Grecia non significa solo mare
  12. Non hai intenzione di stare con le mani in mano
  13. Vivi in una grande città del Nord Italia o del centro-Italia
  14. Non cerchi solo un mero vantaggio fiscale ma una vita qualitativamente migliore

Fatto?

Scrivi nei commenti come è andato il test!

Un abbraccio

Marco.

Il Fenomerno air BnB e l’opzione affitto

Negli ultimi anni si e’ verificato un fenomeno a dir poco dirompente con la piattaforma di AirBnB e gli affitti brevi che sta cambiando completamente il mercato della locazione in Grecia. Molti proprietari privati di immobili preferiscono dare in affitto per brevi periodi (anche pochi giorni) ai turisti le proprie case guadagnando molto di piu’ rispetto al classico contratto di affitto mensile, operando in concorrenza con gli alberghi.

Prima dell’inizio di questo fenomeno, gli affitti delle case erano molto vantaggiosi in molte zone della Grecia ed era possobile trovare anche a partire da 300/400 euro immobili sia ad Atene che in zone vicino al mare.

La possibilita’ di affittare per pernottamenti tramite AirBnB, ha ingolosito molti proprietari che quindi, facendo due conti, hanno preferito ospitare turisti a 40/50 euro al giorno e creando cosi’ un introito molto piu’ sostanzioso in un periodo di crisi.

Dall’altra parte cio’ ha reso la vita difficile ai molti greci che non trovando piu’ immobili disponibili alla locazione, hanno come unica alternativa l’acquisto. Una gran parte della popolazione pero’ che ha sofferto per la crisi economica non ha i requisiti che richiedono le banche per accedere al mutuo. Il risultato e’:

  • Poche case disponibili in affitto
  • Molte case disponibili alla vendita

Lo scenario è ideale quindi per te che desideri acquistare e che a breve avrai la fortuna di poter scegliere tra molte occasioni disponibili.

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Regime fiscale dei pensionati in Grecia

I pensionati residenti in Grecia secondo le ultime normative hanno un regime fiscale che segue lo schema seguente:

  • fino a 25.000 euro annui imposizione fiscale del 22%
  • dai 25.000 fino ai 42.000 (differenza  17.000) euro annui imposizione fiscale del 32%
  • eccedente oltre i 42.000 euro imposizione fiscale del 42%

La differenza con la legge precedente che prevedeva la non tassabilità dei redditi fino ai 12.000 euro ha destato qualche malumore locale. Considerando comunque la possibilità di trasferirsi in Grecia nella fattispecie di un pensionato con circa 1.000 euro lordi al mese, la pressione fiscale a cui andrebbe incontro sarebbe di prima fascia (22% cioè 2.640 euro). L’importo fisso non tassabile deducibile annualmente è di 2.100 euro valido per tutte le fasce. Vivere da pensionato in Grecia quindi peserebbe a livello di tassazione 540 euro l’anno con una pensione netta annuale di euro 11.460.

 Al di là del regime fiscale oggi la Grecia rappresenta una grande opportunità per molti pensionati italiani che spossati dalla vita di città cercano una qualità di vita ormai persa. Molti stanno già facendo questo passo, ricordando magari di un posto dove sono stati in vacanza anni fa e i numeri sono in continuo aumento. La crisi economica degli ultimi anni dall’altra parte ha creato tante opportunità nel settore immobiliare che ha registrato un calo notevole dei prezzi anche del 15-20% in molte zone anche vicino al mare. Questa contingenza sembra essere quindi anche una buona opportunità per trovare l’immobile vicino al mare che per molti rappresenta il sogno di una vita.

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