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Risorse

Il decalogo della Vitanostress

  1. La Respirazione, In alcuni momenti a caso durante il giorno, qualunque cosa tu stia facendo, fai dei profondi respiri, inspira aria lentamente con il naso e butta fuori con la bocca per 2 o tre volte. ripetilo almeno ogni 2 o 3 ore fino a quando non ti viene automatico
  2. Il cellulare, Spegnilo almeno mezz-ora prima di andare a letto e leggi un libro con un argomento che ti ispira. Quando ti svegli fai una ricca colazione prima di accenderlo ed elimina tutte le notifiche sonore che non sono fondamentali.
  3. Mangia meno e meglio. Abbassa il numero di calorie al giorno, mangia anche alimenti che non ti piacciono.
  4. Muoviti di +, Prendi le scale non l’ascensore, vedrai che non sono mai occupate. Parcheggia lontano dall’entrata perchè lì trovi sempre posto. Migliora la tua flessibilità anche poco alla volta.
  5. Arrabbiati SOLO con le poche persone che lo meritano davvero, quelle più vicine. Gli altri non possono toccarti. Puoi scegliere comunque di aprire una discussione su quale sia il migliore vaccino per il Covid su facebook con un perfetto sconosciuto se hai tempo da perdere.
  6. Ascolta attentamente il tuo corpo, ti manda sempre segnali quando sei stressato. Stomaco, testa sono le prime spie che ti devono mettere all’erta.
  7. Abbraccia più spesso chi ami, senza un motivo particolare.
  8. Impara la raffinata arte di dire ogni tanto a te stesso “ma m’importa un benemerito c… !!!” vedrai che i benefici sono immediati, avranno un effetto liberatorio. Smetti di essere troppo severo con te stesso.
  9. Cerca sempre il tuo perchè. Non importa quanti anni tu abbia, se si tratta della vita professionale o privata, non rinunciare mai a chiederti quale sia il tuo posto nel mondo e cosa ti fa stare bene. Ricalibra costantemente il tuo percorso e abbraccia il cambiamento senza troppa paura.
  10. Coltiva il silenzio invece di parlare e ascolta gli altri. Se ci pensi bene, chi parla, semplicemente ripete qualcosa che conosce mentre chi ascolta acquisisce sempre nuove informazioni. In altre parole se parli stai vendendo, se ascolti stai comprando ….. conoscenza! 😉

Trasferirsi in Grecia, 4 motivi per pensarci seriamente nel post-Covid

Nell’immaginario collettivo la Grecia va bene per le vacanze, il mare il sole eccetera eccetera.

Nell’era del post – Covid però il paese ellenico può offrire agli amici esterofili un’opzione molto seria de prendere in considerazione per viverci stabilmente. Abbiamo spesso affrontato il tema del piccolo imprenditore che vuole investire in un’attività sulla base della propria esperienza in Italia. Sono molti coloro che hanno riproposto in Grecia la propria pizzeria, gelateria, ristorante, o altro e spesso si è rivelata un idea vincente. Ecco qui alcune interviste che abbiamo fatto negli anni a diversi protagonisti di eccellenze italiane che potrebbero ispirarti. 

Se ti interessa l’argomento scopri qui  i 5 motivi principali per inseguire il successo in Grecia.

Ancora più attuale diventa oggi un’opportunità per i cosiddetti nomadi digitali. I professionisti freelance che non hanno vincoli di ufficio, orario e che possono lavorare da qualunque parte del mondo avendo a disposizione una connessione internet e il proprio portatile, scelgono sempre più luoghi vicino al mare con un clima invidiabile tutto l’anno. Immagina di poter iniziare la tua giornata con una passeggiata in riva al mare! 😉

L’idea ti stuzzica?

Allora continua a leggere perchè ci sono notizie che ti interessano.

Ho individuato almeno 4 motivi reali che possono spingerti a considerare seriamente questa possibiità e realizzare il sogno di vivere il mare più bello del mondo tutto l’anno:

1. Settore immobiliare

La foto indica il totale delle spese mensili che sostenevo in Grecia, in una località sul mare del golfo dell’Argolide per una casa di circa 64 metri quadri. Mi piace parlarti dati alla mano ecco perchè condivido quella che è stata la mia esperienza in prima persona. Non ti credere che a Mykonos affittare sia così economico ovviamente ma la Grecia è un tesoro pieno di luoghi semi-sconosciuti dove poter vivere con un budget medio. Per alcuni versi il segreto è proprio questo: scovare un posto, che sia isola o terraferma, lontano dai grossi flussi turistici e dai soliti nomi che sponsorizza continuamente il web.

Hai già un posto in mente scommetto! 😊 Se vuoi acquistare casa e hai un budget di 150K euro scopri qui in quali delle meravigliose isole puoi avverare il tuo sogno.

2. Opportunità per i nomadi digitali

L’era post-Covid darà un’accelerazione ad un nuovo modo di vivere la libera professione: freelance, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori avranno come ufficio qualsiasi posto nel mondo. Questo apre lo scenario ad una vita qualitativamente migliore e un ottimizzazione del tempo, non ci sono più orari ma si sceglie quanto e da dove lavorare. La Grecia a questo proposito con la nuova legge vuole attrarre con un regime fiscale molto vantaggioso, chi trasferisce la propria residenza fiscale in loco. Le forti esenzioni sono rivolte anche a chi intende trasferirsi come dipendente in una “nuova posizione lavorativa” oltre che ai nomadi digitali. Chi trasferisce la propria residenza fiscale ha diritto:

  • Esenzione dal pagamento dell’imposta sul reddito e della tassa di solidarietà sul 50% del suo reddito da lavoro dipendente o freelance di fonte greca
  • Qualsiasi altro rediito di fonte greca ed estera viene tassato secondo le aliquote fiscali generali (con il diritto di ricevere un credito d’imposta estera per le tasse pagate all’estero a certe condizioni
  • Esenzione dell’applicazione delle tasse locali sul reddito annuale figurativo derivante dalla proprietà o dal possesso di una residenza o di un veicolo ad uso privato

Il termine per richedere questo regime è il 31 luglio dell’anno in cui l’individuo inizia l’attività lavorativa o imprenditoriale.

Ci sono però dei requisiti da soddifare:

  • Non avere lo status di residente fiscale greco nei sei anni precedenti al trasferimento
  • Provenire da un paese UE che abbia sancito un accordo bilaterale su questioni fiscali (l’Italia c’è!)
  • Fornire servizi di lavoro in loco a un greco o a una filiale greca di una società straniera 
  • Dichiarare di voler rimanere in Grecia per almeno 2 anni

3. Una stato meno vessatorio

Oltre alle agevolazioni già citate, chi si è lanciato nell’avventura di aprire attività in Grecia ha potuto vedere una differenza sostanziale rispetto all’Italia: lo stato è meno ingombrante e ti lascia maggiore libertà nel concentrarti sulla tua attività.

Parliamoci chiaro: siamo sempre in Grecia e alcuni disservizi nei pubblici uffici li vedrai sempre! Quindi a volte ti scontrerai con una burocrazia che sta cercando di snellire le proprie procedure. Nonostante ciò, se capirai in fretta il modo di pensare locale, i benefici saranno molti di più rispetto agli ostacoli.

Aprire una partita iva personale in Grecia non comporta automaticamente dissanguarsi per le imposte ancor prima di aver generato reddito, come purtroppo succede in Italia. Anzi il minor impatto sorpende sempre gli italiani che si trasferiscono e si lanciano nella propria avventura imprenditoriale: è questa sostanziale differenza che permette a molti di “fare impresa” senza rischiare un capitale.

La Efka attuale (cioè la Inps) è una spesa che devi mettere in conto, ma si tratta di circa 200 euro mensili. Non ci sono altre rilevanti imposte che devi considerare eccetto quelle operative della tua attività.

Non male vero? Se anche tu hai gli incubi quando ogni trimestre il commercialista ti invia gli F24 da pagare e hai un legame speciale con la Grecia allora puoi iniziare seriamente a considerare questo opportunità.

4. Ideale per i pensionati

Ormai la battaglia tra i paesi per accaparrarsi a suon di vantaggi fiscali i pensionati di tutta europa è aperta: la Grecia ha messo in campo negli ultimi tempi una strategia molto aggressiva ed un 7% fisso sulla pensione lorda per chi trasferisce la propria residenza nel paese degli Dei!

Se sei un amante della bellezza ellenica e hai la fortuna di aver raggiunto il fatidico tragurado della pensione, la Grecia dovrebbe essere per te un opzione irresisitibile.

È un argomento che spesso abbiamo trattato nel blog con una guida specifica per chi è interessato all’argomento.

Ricordati: la vita è una sola. Se non sei felice dove stai vivendo….spostati! Non sei un albero! 🙂

Un abbraccio,

Marco, il tuo aggancio in Grecia!

Libertà finanziaria, 5 step per raggiungerla

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di libertà finanziaria, un obiettivo che molti sognano che necessita un grande impegno nel lungo periodo e di alcune scelte mirate dal punto di vista economico.

Ma come viene definita esattamente?

In generale possiamo identificare chi è libero finanziariamente, come colui che non solo ha la possibilità di vivere una vita mediamente agiata ma che ha abbastanza risorse nei momenti in cui il suo abituale introito viene sospeso per varie ragioni. In altre parole chi ha attivato fonti alternative di reddito, diverse dal proprio lavoro principale oppure chi ha risparmiato abbastanza da non temere periodi di tempo lunghi in cui potrebbe mancare lo stipendio.

Ci sono definizioni più precise di libertà finanziaria che misurano questo lasso di tempo in 5 o addirittura 10 anni: puoi quindi rapidamente verificare se sei libero finanziariamente, sulla base di questa definizione.

Facciamo un esempio:

se le tue spese totali mensili sono di 1500 euro (affitto, rate, abbonamento, supermercato, condominio, etc) puoi considerarti libero finanziariamente se hai attivato delle fonti supplementari di reddito che ti permettono di avere 1500 euro al mese, al netto della tua fonte principale cioè del tuo lavoro o pensione.

La classica fonte alternativa di redditto è un immobile dato in affitto che può fruttare una gran parte dell’importo; altre fonti potrebbero essere investimenti finanziari come azioni e obbligazioni. Sono l’insieme delle risorse che scaturiscono quindi dai cosiddetti passive income oppure introiti passivi.

Se non hai nessuna fonte alternativa di reddito, ma hai comunque risparmi per 90 mila euro (cioè 1500 euro x 12 mesi x 5 anni) allora puoi considerarti allo stesso modo finanziariamente libero.

Sono al 52% del processo di raggiungimento della mia libertà finanziaria. E tu?

Marco

Domanda: se smettessi di prendere lo stipendio oggi, quanto tempo riusciresti ad andare avanti senza cambiare il tuo tenore di vita e della tua famglia? Quale sarebbe il lasso di tempo in cui potresti continuare a fare esattamente le stesse cose che hai sempre fatto (andare fuori a cena, pagare le rate della macchina, il corso di danza della bambina, le vacanze, etc) ?

Un anno, due anni, 5 anni? la tua risposta ti indicherà che livello di libertà hai raggiunto. Ed è una cosa importantissima.

Chi è libero finanziariamente non solo non accusa il contraccolpo della perdita momentanea di un introito, ma mantiene il proprio tenore di vita inalterato.

Idealmente non subisce neanche lo stress emotivo di questa mancanza a differenza di chi deve lottare ogni mese per far quadrare i conti della famiglia o della propria impresa.

Una situazione perfetta che pochi possono davvero raggiungere.

La recente pandemia Coronavirus è un evento che ci ha palesemente e in modo brutale messo di fronte a questo concetto, imponendoci di ripensare che gli imprevisti devono essere gestiti in un’ottica di libertà finanziaria.

Belle parole, dirai.

Marco, ma che ci vieni a raccontare?! Qui con la pandemia abbiamo rischiato di chiudere bottega per sempre!    

Si non lo metto in dubbio, le difficoltà di un evento del genere hanno un impatto a livello mondiale ma lascia che ti dica una cosa:

Durante la pandemia i conti correnti degli italiani si sono ulteriormente gonfiati.

Non lo dico io, ma i dati che menziona il Sole 24 ore.

Ma allora che messaggio dobbiamo cogliere? In questo periodo di clausura forzato, abbiamo per ovvi motivi speso meno e quindi abbiamo messo da parte ancora di più. Metti anche che la paura fa 90, abbiamo anche posticipato alcuni acquisti proprio per il timore e l’incertezza del periodo.

Risultato: il totale del risparmio privato degli italiani è aumentato.

Sono tutti gli italiani liberi finanziariamente? Ovviamente no.

Eppure in media i soldini che abbiamo sul conto corrente sono di più rispetto agli altri europei. Un po’ per l’indole della formichina e un po’ per le scelte d’investimento (o meglio di non-investimento).

Da sempre ci hanno inculcato il mito della casa di proprietà. Tutti gli italiani o quasi sono proprietari di immobile. Siamo proprio sicuri che accollarsi un mutuo trentennale sia la soluzione giusta in questi periodi di cambiamenti rapidissimi nella società? 

Non andrò oltre su questo perchè servirebbe un articolo dedicato, torno quindi sul nostro tema e su come iniziare ad affrontare con efficacia la finanza personale.

Ho raccolto per te alcune semplici regole che ti possono chiarire come comandare il tuo portafoglio e raggiungere gradualmente la libertà finanziaria.

  • Smetti di comprare cose stupide che non ti servono
  • Acquista con i saldi
  • Investi in formazione
  • Differenziati
  • Attiva un introito passivo

  • Smetti di comprare cose stupide che non ti servono

Ammettiamolo! tutti cadiamo nel tranello delle varie offerte che ci bombardano ogni giorno ma non ha senso collezionare oggetti che non useremo mai solo perchè sono scontati del 70%! Gli acquisti compulsivi, quelli cioè fatti di getto devono essere eliminati perchè quasi sempre si traducono nell’ennesima scatola che ti occupa il ripostiglio. C’è chi lo chiama minimalismo e per alcuni è una vera e propria filosofia.

  • Acquista con i saldi

Che siano vestiti, elettronica, viaggi, supermarket puoi con poco impegno identificare quello che ti serve e comprarlo quando entra a saldo. Invece di scrollare su facebook ore ed ore, impiega il tuo tempo in modo più produttivo.

  • Investi in formazione

Qualunque sia la tua età in un mondo in continuo cambiamento se non aggiorni costantemente le tue skills sarà difficile essere appetibile sul mercato del lavoro o avere idee innovative. Tra 10 anni le macchine sostituiranno gran parte dei lavori di oggi, ma nuovi tipi di lavoratori saranno richiesti. Prima lo capisci meglio sarà. 

  • Differenziati

Offri quello che altri non possono offrire. Fai apparire il tuo prodotto/servizio come unico agli occhi del cliente, se non hai ancora un tratto realmente distintivo allora cercalo. Una caratteristica che però rimanga impressa nella mente del potenziale cliente e che sia irresisitbile.

  • Attiva un introito passivo

Questo è uno degli step più importanti. Per arrivarci devi aver applicato tutti i precedenti. Hai risorse da investire per un extra che ti crea un’integrazione al reddito. Può essere un affitto di un immobile di proprietà, investimenti finanziari ma anche una seconda attività su cui finalmente puoi dedicarti. In realtà la stessa definizione di introito passivo è fuorviante

lascia che ti spieghi

i soldi non cadono dal cielo e per creare un fonte alternativa di reddito, devi impegnarti e soprattutto devi inizialmente finanziarla. Anche nel caso di un immobile che hai già di proprietà non significa che la tua entrata è completamente passiva. Nel senso che devi pur preoccuparti di consegnarla sempre in buone condizioni e di farci la manutanzione. Alcune spese sono sempre da considerare. Devi preoccuparti anche di affittarla ad un buon pagatore e prendere le dovute precauzioni.

Il premio però dopo aver fatto tutto questo attentamente è molto prezioso. La libertà finanziaria ha un impatto su autostima e benefici tangibili per te e chi ti sta vicino.

E questo è un risultato dal valore inestimabile.

Non credi?

Si ti è piacuito l’articolo, fallo girare su facebook premendo il pulsantone viola qui sotto!

Ne sarò felice 😉

Regime fiscale dei pensionati che si trasferiscono in Grecia

Il maggiore sito economico on line della Grecia (naftemporiki.gr) ha dedicato un articolo all’argomento suscitando l’interesse di un sempre maggiore numero di senior europei ed italiani in particolare che sognano una felice vecchiaia nel paese ellenico.

Il disegno di legge a cui fa riferimento si basa sulla volontà del governo di attrarre “investimenti non convenzionali” quali sarebbero appunto i pensionati esteri che avrebbero un motivo molto allettante per trasferire definitivamente la propria residenza in Grecia.

Una tassazione del 7% sulla propria pensione lorda per 10 anni.

Questa misura al vaglio del governo risulterebbe, qualora entrasse in vigore un vantaggio per tutti coloro che vedono corrodere la propria pensione lorda da una serie di tasse alla fonte che la riducono ad un misero intrioito mensile. Le condizioni che offrirebbe la Grecia agli interessati sarebbero migliori di quelle che il Portogallo offriva poco tempo fa con una tassa fissa del 10% per dieci anni. Misura che è stata cancellata e che non risulta essere attiva.

Ormai sembra chiaro che la battaglia degli stati Europei ad attrarre la più grande fetta della popolazione europea dei prossimi anni, i pensionati, continua ad essere in pieno fermento. Una battaglia a colpi di vantaggi fiscali che offrono al pensionato delle opzioni o alternative valide per vivere una serena terza età.

Gli amanti della Grecia che si trovano in questa situazione possono sorridere e vedere finalmente una ragione in più per fare il grande passo del trasferimento.

Ma cosa serve per accedere a questo tipo di vantaggio fiscale?

Andiamo a vedere intanto cosa dice il nuovo disegno di legge in discussione:

“qualsiasi persona fisica con redditi da pensione risultante all’estero che trasferisce la propria residenza fiscale in Grecia, potrà usufruire in primo luogo dei cosiddetti Patti Bilaterali o Convenzioni Bilaterali vigenti tra Italia e Grecia. È necessario che tale soggetto non abbia avuto la residenza in Grecia nei 5 anni precedenti al trasferimento. Per residenza fiscale si intende la residenza fisica cioè dove il soggetto può dimostrare di vivere la maggior parte dell’anno solare (almeno 183 giorni).

Il pensionato che ha i requisiti potrà chiedere il trasferimento di residenza nel paese ellenico e con l’accetazione della domanda potrà usufruire del regime di tassazione del 7%  ogni anno per il totale delle sue entrate dall’estero.

Qualsiasi imposta pagata all’estero per i redditi coperti dal metodo di tassazione alternativo non verrà detratta dall’imposta in Grecia.

Con il pagamento di questa imposta, tutti gli obblighi di legge saranno esauriti. L’imposta verrà pagata ogni anno in un’unica soluzione entro il 31 Luglio e non sarà compensata da altre passività fiscali o da altri saldi creditizi della persona che è stata soggetta al metodo di imposizione alternativo.

La domanda di trasferimento della residenza fiscale sarà presentata all’amministrazione fiscale dal pensionato entro il 31 marzo di ogni anno fiscale. Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, l’amministrazione fiscale esaminerà la domanda ed emetterà una decisione, con la quale la approverà o la respingerà. Il pensionato, da parte sua, dichiarerà nella sua domanda lo stato in cui ha avuto la sua ultima residenza fiscale fino alla presentazione della sua domanda. L’Amministrazione fiscale informerà quindi le autorità fiscali di quello Stato circa il trasferimento della residenza fiscale di quel contribuente. In particolare per le domande di trasferimento fiscale che saranno presentate entro il 2020, il termine per la presentazione della domanda pertinente è fissato al 30 settembre 2020”

Questo il testo riassuntivo del disegno di legge in discussione.

Ma torniamo ora a vedere i passaggi necessari per arrivare a godere dei vantaggi descritti, una volta approvata la legge.

  1. Passare un periodo di almeno 6 mesi in Grecia
  2. Non avere un domicio fiscale in italia per lo stesso periodo
  3. Richiedere l’iscrizione all’Aire presso il consolato italiano ad Atene
  4. Procedere con la richiesta dell’esenzione dell’imposizione italiana sulle pensioni.

Ne parliamo nel dettaglio in una guida dedicata con tutti i passaggi da fare passo-passo.

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Aprire attività in Grecia, 5 motivi per inseguire il successo

Chi ha alle spalle anni di esperienza in una specifica attività in Italia, potrebbe prendere in considerazione di proporre lo stesso business anche in Grecia, è una scelta fatta da molti italiani che hanno aperto la propria gelateria, pizzeria, caffè, pasticceria, locale o ristorante. Questo settore insieme a quello più generale del turismo muove il maggior numero di numeri in quanto a fatturato. Si stima che siano dai 15 ai 20 Mld all’anno i soldi che girano nel turismo e di questi più di un terzo sono nella ristorazione: numeri molto interessanti per chi vuole proporre le proprie eccellenze anche in terra greca.

Un altro elemento importante è che il popolo greco, indipendentemente dal proprio potere d’acquisto, non ha mai rinunciato all’uscita, al mangiare fuori, all’incontrarsi per un caffè o gelato. Non ci sono crisi economiche che possano tenere lontani i greci dai luoghi della condivisione: caffè, taverne, ristoranti o quant’altro, è una filosofia di vita molto sedimentata.

è il piacere dello stare insieme

È uno stile di vita che ha radici molto profonde che partono dall’antichità con i Simposium che facevano gli eletti per parlare dei grandi temi dell’umanità come la filosofia, la storia e i miti. In ognuno di essi c’era il responsabile che doveva dosare opportunamente il Vino o il nettare degli Dei che veniva saggiamente annacquato a dovere.

Arriva fino ai giorni nostri e puntualmente ogni ponte festivo diventa l’occasione per il solito film: code ai caselli verso località di mare, albergi pieni, taverne prese d’assalto, caffè stracolmi etc.

Una riprova del fatto che in Grecia, vuoi per il sole, il mare, un inverno mite, le giornate lunghe ma soprattutto per la voglia di condividere momenti di spensieratezza, la scelta di investire sui business della galassia alimentare/gastronomica continua ad essere vincente.

Ma vediamo ora nello specifico quali sono 4 motivi principali per inseguire il successo professionale in terra greca:

1. La facilità procedurale di iniziare un nuovo business

La piattaforma Doing Business ogni anno stila una classifica che prende in rassegna più di 180 paesi nel mondo, valutando quanto sono propensi a creare le condizioni idonee per aiutare gli imprenditori a fare business. Il primo criterio che viene valutato in assoluto in questa classifica è appunto la facilità procedurale di iniziare cioè: il numero di procedure necessarie, il tempo in termini di giorni ed il costo iniziale che deve sostenere chi vuole intraprendere un’attività da zero. Ebbene in questo aspetto la Grecia ha un ranking eccezionale di 96,0 su 100, attestandosi all’11° posto a livello mondiale.

Vuoi sapere che ranking ha l’Italia? Dai un’occhiata alla figura qui sotto: ranking di 86,6/100 e 98° posizione!  

fonte Doing Business (edition 2020)

2. La propensione a uscire e consumare

L’economia è arricchita dai consumi interni a differenza dell’Italia o lo è in misura molto maggiore. I consumi poi che apportano i turisti durante la stagione estiva si vanno a sommare ad una sedimentata tendenza dei greci al consumo tutto l’anno. Il greco tende sempre a vivere oltre le proprie possibilità finanziarie, non importa se ha 5 euro oppure 100 euro in tasca; non rinuncerebbe mai all’uscita o al consumare qualcosa fuori. Il supermarket costa sensibilmente di più rispetto all’Italia mentre mangiare fuori è alla portata di tutti.

Un consiglio spassionato se stai pensando di offrire qualche specialità culinaria italiana: organizzati in modo da poter servire cibo da asporto. In Grecia molte attività sono riuscite a tenere il colpo durante la recente pandemia proprio perchè hanno da anni sviluppato questo servizio a domicilio.

3. Il costo del personale

Gli stipendi medi dei lavoratori subordinati sono relativamente convenienti se paragonati con l’Italia, quello di un cameriere ad esempio con ritenute e imposte applicate si aggira intorno ai 580/600 euro al mese. In Grecia inoltre è molto diffuso l’uso della mancia (tra un 10-15%) che aiuta questa categoria ad arrotondare lo stipendio. Intendiamoci: non è un invito ad un becero caporalato per approfittarsi di una forza lavoro debole, piuttosto un indicazione che puoi liberamente decidere come meglio usare.

4. Il tempo

Giornate lunghe e temperature gradevoli tutto l’anno oltre ad essere una cura per corpo e spirito sono la pre-condizione per invogliare ancora di più la gente ad uscire di casa. Automaticamente questo comporta aumento dei consumi nei negozi e nelle attività, sembrerà banale ma ormai lo hanno confermato anche gli psicologi che il tempo meteorologico influisce sul nostro umore e propensione ad aprire il portafoglio.

5. I greci amano l’Italia

Se è made in Italy allora ha una marcia in più. Diciamolo chiaramente: il fascino dei nostri prodotti hanno un’appeal indiscutibile che i greci amano particolarmente. Il legame che da anni hanno i due popoli fanno sì che le nostre eccellenze in molti settori come gastronomia, alimentare, gelato, moda siano preferite di gran lunga rispetto ad altre opzioni.  

Non ti scordare che alla base di un grande successo c’è sempre la solita parola e nessuna ricetta misteriosa: un prodotto di assoluta qualità. C’è anche un ingrediente che non si trova al mercato: la passione per ciò che fai!

Un abbraccio!

Marco, il tuo aggancio in Grecia.

Trasferirsi all’estero, lo strumento digitale che ti darà la libertà

Ho sempre odiato fare le file e perdere tempo in pratiche burocratiche che però spesso sono inevitabili. Soprattutto quando sei in fase di espatrio o sei già all’estero alcune procedure del tipo disdette di contratti telefonici/abbonamenti vari e semplici comunicazioni con Enti e istituzioni diventano molto problematiche.

Immagina di essere già in spiaggia a goderti un cocktail o un caffè freddo e ti ricordi che dovevi recedere dal contratto di telefonia fissa prima di partire. Ecco bravo, e ora? Che fare?

Dimenticanze di questo tipo potrebbero costare caro. Immagina lo sconforto nel caso debba rientrare in Italia per aver dimenticato di invare una raccomandata di disdetta della linea telefonica! O per aver tralasciato l’invio di una importante comunicazione dove è necessaria una prova inconfutabile della data di invio.

Credo di sapere come ti sentiresti. In passato anche io sono caduto molte volte in questo disagio. Ma tu puoi evitare i miei vecchi errori.

Sai come?

Oggi hai a disposizione uno strumento potentissimo che ti fa risparmiare molti soldi e tantissimo tempo per dedicarti a ciò che ami davvero: si chiama PEC ovvero la posta elettronica certificata.

Cos’è

È la casella di posta elettronica che consente di inviare comunicazioni con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. La differenza con la normale e-mail è che all’utente viene certificato l’orario e la data di spedizione un maniera univoca.

immagine da aruba.it

Riesci a comprendere il grande vantaggio di questo strumento?

In pratica puoi inviare comodamente da casa tua qualsiasi disdetta a gestori telefonici, abbonamenti Tv, fornitori di energia elettrica etc etc. Scordati infinite attese snervanti al telefono con operatori gentilissimi che ti fanno mille altre domande sul perchè vuoi disdire l’abbonamento. Scordati anche le file presso gli uffici fisici, corse alla posta per inviare in tempo raccomandate prima della data di scadenza.

Lo stesso vale per qualsiasi altra comunicazione a Enti o Uffici del settore Pubblico. Non è più necessario recarsi personalmente e perdere mattinate se non giornate intere nella giungla della burocrazia italiana.  

Adesso tutto questo stress può finire.

Basta attivare una casella di PEC presso uno dei gestori che si trovano facilmente su internet.

Mi ricordo sempre la prima volta che ho inviato la mia prima PEC, fu un vero sollievo!

La cosa che mi fece impressione fu la rapidità nella risposta che ricevetti, infatti sembra che il destinatario di posta tipo PEC non possa prendere alla leggera una tale comunicazione proprio perchè ha un valore legale univoco. Quando la invii ti viene certificata la data e l’ora di invio, esattamente allo stesso modo in cui il tibro postale certifica la presa in carico della comunicazione.

Personalmente ammetto di averla usata anche quando ricevetti comunicazioni da parte di vari enti che erroneamente mi chiedevano il pagamento di cartelle esattoriali non dovute. Anzi la ragione principale che mi ha fatto scegliere l’attivazione di una PEC era dovuta ad una cartella che mi veniva contestata più volte nel giro di alcuni anni nonostante avessi le prove dell’avvenuto pagamento.

Non capivo come fosse possibile che una stessa cartella potesse essere inviata ad un contribuente così tante volte, nonostante avessi già provveduto al pagamento comprensivo degli interessi.

Ecco, all’ennesimo ricevimento della stessa cartella mi sono ripromesso che non avrei più speso neanche un’ora del mio tempo a giustificare ciò che avevo già dimostrato più volte. E sai benissimo che cosa significa destreggiarsi nella giungla degli uffici aperti al pubblico, che se ti va bene ti fanno perdere intere mattinate.

La prima cosa che ho fatto innanzitutto è stata la catalogazione delle prove di pagamento e la loro scannerizzazione. Dopodichè una volta inviata la mia PEC direttamente alla casella postale dell’Ente coinvolto, ho provato un senso di sollievo, chiedendo l’annullamento della cartella non dovuta e allegando le prove a mia difesa. Era come se avessi inviato un documento dal valore legale con tanto di certificazione della data di invio, perchè sai che è importante rispondere entro certi limiti di tempo a questi enti atrimenti rischi di ritrovarti con debiti ulteriormente gonfiati.   

Risutato?

Dopo qualche giorno ricevetti sempre nella mia casella di PEC la loro risposta:

abbiamo provveduto all’annullamento e alla cancellazione della cartella esattoriale N.XXXX

Alleluiaa!

Questa storia che ti sto raccontando è ciò che ho vissuto direttamente sulla mia pelle e come ho cercato di risolvere la situazione in modo intelligente evitando di assumere quantità industriali di Malox! Il mio intento è fare in modo che tu possa usare gli strumenti del web per migliorare la tua vita in modo sostanziale come sono riuscito a fare io.

Quanto costa

Parliamo adesso di quanto costa attivare una casella PEC.

Tutti noi abbiamo una mail personale attivata presso vari provider come Libero, Hotmail, Gmail, etc ma che sono tutte gratuite. Quanto saresti disposto a pagare uno strumento come la PEC dopo tutte le noie che potrebbe evitarti?

Inoltre quanto ti costerebbe inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno?

Sappi allora che se fai una rapida ricerca su internet il costo per avere una mail tipo PEC si aggira sui 6/7 euro all’anno. Mi sembra un’ottimo affare che ne dici?

Consigli

Se hai deciso di averne una ti consiglio di non scegliere un nome di fantasia ovviamente e nomi parziali, tagliati, nomignoli o soprannomi. Usa per esteso il nome e cognome. Se il caso vuole che sia il Mario Rossi di turno allora aggiungi magari elementi anagrafici reali. Ricordati che i destinatari devono avere una chiara sensazione di ricevere comunicazioni credibili da parte tua.

Attieniti quindi semplicemente al tuo nome e cognome per esteso, dopodichè il provider ti assegnerà il @pec.it corrispondente.

Questa quindi sarà la tua PEC: mariorossi@pec.it   

Adesso che sai come evitare costose perdite di tempo puoi dedicarti davvero a ciò che ami e goderti la tua Vitanostress!

Un abbraccio

Marco, il tuo aggancio in Grecia!

Pensionato in Grecia, i 4 errori da evitare

Stai pensando di adottare la exit strategy? Vuoi valutare i vantaggi di un trasferimento all’estero e stai pensando seriamente alla Grecia?

Bene!

Per evitare errori dobbiamo sgombrare il campo da alcune idee fuorvianti che potresti avere su questo tema.

Ho sempre dichiarato che ci vuole una grande determinazione per cambiare paese e che bisogna prendere consapevolezza di questo desiderio con grande lucidità, evitando errori che si possono fare di getto. Ma ci sono anche errori macroscopici che ti voglio elencare se stai pensando di fare il grande passo e non fraintendermi se non sarò tenero. Non sono qui per venderti sogni a prezzo scontato, voglio invece darti tutti gli strumenti per decidere consapevolmente come migliorare le tua vita.

Partiamo!

1. Credere di farcela con meno di 1000 euro al mese

Hai qualche capello bianco, giusto? Ecco, non credere alla favoletta di poter vivere alla grande con una pensione inferiore ai 1000 euro al mese. Ricordati che uno dei maggiori vantaggi di poter vivere in Grecia è sicuramente la possibilità di trovare affitti molto più bassi in confronto alle grandi metropoli italiane ma non cadere nella trappola del: lì costa tutto di meno! Sarebbe un errore grossolano oltre che ad un’ inesattezza. Se sei un expat di sopravvivenza devi valutare attentamente tutti gli aspetti e le spese della vita quotidiana. Anche se il fenomeno Air bnb degli affitti brevi ha avuto un notevole effetto sul mondo della locazione, puoi ancora trovare immobili in affitto anche a 350/400 euro in molte zone sul mare, ma non è l’unica voce di spesa ovviamente. Se stai pensando all’acquisto di immobile a maggior ragione devi considerare l’impatto della rata del mutuo. Con mille euro al mese ogni piccolo imprevisto può crearti problemi e se non hai dei risparmi da parte come cuscino di sicurezza non puoi davvero vivere una vita pienamente serena. Il discorso cambia ovviamente se puoi disporre di un gruzzolo in banca che all’occorrenza può essere usato.  

Attenzione: se invece siete una coppia con una pensione complessiva di circa 1.800/2000 euro al mese la situazione cambia radicalmente perchè le spese vengono divise e distribuite. In questo caso stabilirsi in Grecia può essere molto conveniente.

Cosa fare per una valutazione saggia:

  • Quantificare le entrate (qual è l’importo della mia pensione + altri eventuali introiti)
  • Pianificare un budget di impianto (le spese del primo trimestre in Grecia per trovare casa e stabilirsi)
  • Pianificare un budget di regime (previsione delle spese ordinarie correnti)
  • Verifica fattibilità (verificare la sostenibilità dei punti 2 e 3 dal punto di vista economico)

2. Scegliere il posto dove sei stato in vacanza qualche volta

Può anche essere il paradiso terrestre, può essere un’isola oppure un altro luogo dell’entroterra ma per scegliere il posto dove poter vivere anche lunghi tratti dell’anno ci devi andare molte volte, per scoprirlo in tutti i suoi aspetti. Scopri quindi se ci sono tutti i servizi necessari vicini come negozi, supermarket, farmacie, etc e cerca sempre di privilegiare la praticità. Quando ci torni in vacanza osserva dove si trovano tutti questi servizi perchè la tua vita quotidiana sarà scandita inevitabilemente da questi ritmi.

Azioni concrete:

  • Tornare molte volte sul posto, non solo d’estate e viverlo in tutti suoi aspetti.
  • Non prenotare nel solito posto, frequentare anche i luoghi circostanti

3. Non creare prima del trasferimento una rete di contatti utili

Prima di affrontare un cambio di vita nel nuovo paese, è fondamentale creare una fitta rete di contatti con molte persone alla quali all’occorrenza fare affidamento. Devi in qualche modo preparare il terreno al tuo atterraggio: non puoi pretendere di arrivare nel tuo nuovo habitat senza prima non aver tessuto una ragnatela di relazioni sociali. Ricordati che solo queste relazioni ti faranno sentire veramente integrato e al sicuro. Oggi fortunatamente i social network sono di grande aiuto in questo, ma puoi semplicemente iniziare dal fornaio o dal farmacista e così via e credimi che in Grecia questo avverrà in modo molto naturale.

Cosa fare per aiutare la creazione di una rete sociale:

  • imparare (almeno un po’) il greco à non devi diventare il nuovo Omero, ma almeno impegnati perchè la tua vita sia il più possibile integrata alla tua nuova realtà. Puoi anche affidarti all’inglese visto che in Grecia lo parlano in molti sia per motivi prettamente turistici ma anche perchè culturalmente viene insegnato fin dalla tenera età.   
  • iscriviti nei gruppi sociali che potrebbero aiutarti (ad esempio esistono gruppi di italiani che vivono in Grecia) 

4. Avere un approccio fiscalo-centrico

Oramai è risaputo che molti paesi europei si contendono a suon di leggi, decreti e vantaggi fiscali la più grande fetta di popolazione europea autoctona che ci sarà nel giro di pochi anni: i pensionati. In Italia dove l’età media di vita è in continuo aumento si prevede che fra 10 anni il numero dei lavoratori attivi sarà minore dei pensionati. Questo dato forse lo avrai già sentito ma una volta arrivato al fatidico traguardo del pensionamento, quello che davvero ti interessa è poter finalmente riposarti dalle fatiche di una vita. Se vuoi espatriare nell’età della pensione e hai come unico obiettivo la detassazione della pensione per ricaverne così uno 0 virgola, stai sbagliando strada. Attenzione: ho detto se è il tuo unico obiettivo. Non dico certo che debba essere un aspetto da tralasciare ma non può rappresentare un criterio principale di scelta.

Credi che stia sbagliando?

Ti voglio rivelare un dato (fonte: Il Sole 24 ore)

Questa tabella indica dove vanno i paperoni della pensione per pagare ancora meno tasse. Cipro e gli Emirati Arabi sono nelle prime due posizioni, subito dopo arriva il Portogallo. In questi paesi evidentemente c’è una politica di defiscalizzazione estemamente aggressiva che può in prima battuta essere molto allettante. Anche se il Portogallo ha recentemente rivisto le regole della detassazione per i nuovi arrivati, fino a poco tempo fa chi si trasferiva poteva godere di un’esenzione per 10 anni. Ma dietro a questi numeri ci sono persone realmente residenti oppure si tratta di un mero escamotage per un’agevolazione di tipo fiscale?

Adesso ti voglio chiedere:

Se avessi una pensione di 3 mila euro andresti a vivere negli emirati per magari prenderne 3500? Se sei un amante e appassionato del mondo arabo lo potrei capire ma se non lo sei questa mossa rischia di essere vana, perchè devono esserci aspetti molto più profondi che ti legano nel nuovo paese in cui ti accingi a vivere.

Quello che devi evitare quindi è di seguire l’ultima notizia di radio – fisco – pensione e lasciarti guidare dal tuo vero desiderio. Non cadere nella trappola di osservare il trasferimento della pensione all’estero da un punto di vista “fiscalo-centrico” ma chiediti piuttosto in quale luogo vuoi svegliarti ogni mattina e quali semplici azioni quotidiane ti fanno felice. Alla fine si tratta di migliorare la propria qualità di vita, non di portare a casa qualche centinaio di euro in più.

Un abbraccio

Marco, il tuo aggancio in Grecia

Pensionato all’estero, i 3 profili più comuni (parliamo di portafoglio)

Espatriare nell’età della pensione, un fenomeno diffuso che nasce però da differenti necessità. Non tutti quelli che lasciano il Belpaese lo fanno per le stesse ragioni e spesso fanno parte di categorie di persone con caratteristiche e portafogli completamente diversi.

Hai mai pensato a quale categoria di expat fai parte? Se stai pensando di fare il grande passo ti consiglio di leggere questo articolo perchè ti riguarda e ti può aiutare a capirne di più.

Vediamo quali sono i 3 profili di expat pensionato più comuni e cosa li spinge a fare una scelta simile:

  1. Pensionato expat di sopravvivenza
  2. Pensionato expat ideale
  3. Pensionato expat fiscale

Pensionato expat di sopravvivenza

È colui che ha una pensione netta che sfiora i 1000 euro al mese. Si tratta della maggior parte dei pensionati italiani e la scelta di espatriare è dettata da una necessità di sopravvivenza. Cerca paesi in cui il potere d’acquisto sia nettamente più favorevole in cui le spese fisse di casa (affitto, bollette, spese manutenzione) abbiano un basso impatto sulla propria pensione e non superi il 50%. È un’espatrio un po’ forzato e non sempre una scelta completamente libera, spesso riguarda paesi dell’est Europa o del nord Africa ma non troppo lontani da essere raggiunti. Non sono paesi ricchi dal punto di vista economico ma possono offrire una via di fuga dignitosa a chi non ha grandi pretese e vuole una quotidianità serena. Solitamente questo pensionato vive in grandi metropoli italiane in cui le spese di casa (soprattutto l’affitto) sono insostenibili e anche se proprietario di immobile non è in grado di affrontare tranquillamente le spese ordinarie e condominiali

Pensionato expat ideale

È il pensionato che ha la possibilità di scegliersi liberamente la meta più desiderata. Prende dai 1500 fino ai 2500 euro netti al mese ed è nella posizione ideale di godersi il nuovo paese senza nessun timore economico, anzi con grande entusiasmo e voglia di scoprirlo a fondo. Questa categoria di pensionati vuole un miglioramento della propria qualità di vita e non persegue un mero vantaggio di tipo fiscale di detassazione della pensione. Il criterio principale di scelta è un clima migliore, il mare, il cibo sano e la possibilità di investire in una casa a prezzi competitivi. Cerca principalmente un paese nell’area Euro per godere di servizi di maggiore qualità ma anche della stessa valuta monetaria che fa sempre comodo. Lo definisco il pensionato ideale perchè non ci sono fattori negativi esterni che lo inducono a voler cambiare paese. Può essere spinto anche dal solo interesse ad investire in un immobile al mare per goderne in prima persona per lunghi tratti dell’anno, senza necessariamente percorrere le via burocratica del trasferimento di residenza.

Pensionato expat fiscale

Riguarda un esiguo numero di pensionati con una pensione superiore ai 2.500 euro che cercano semplicemente uno stratagemma fiscale per pagare meno tasse in Italia. Per questi profili molti paesi si sono messi in competizione offrendo vantaggi fiscali come Cipro e Portogallo. Nel caso del paese lusitano la possibilità di non pagare le tasse per 10 anni inizialmente prevista per chi prendeva la residenza nell’età della pensione, è stata rivista con una nuova legge che alza il prelievo fiscale ai nuovi arrivati. Al pari di un investitore che alloca le proprie risorse nel modo più proficuo anche questo pensionato d’oro decide di riscuotere il proprio introito mensile laddove lo stato è meno pesante a livello di tasse. Non ha problemi di sopravvivenza ovviamente ma la scelta di espatrio è ridotta ai paesi che offrono solo questo tipo di incentivo fiscale, che peraltro può essere temporaneo.

Dove vanno i pensionati d’oro (fonte Il Sole 24 ore)

La tabella indica che nelle prime tre posizioni ci sono Cipro, Emirati Arabi e Portogallo. I pensionati d’oro che prendono ogni mese ben più di 2500 euro scelgono queste tre destinazioni sulla base di precise agevolazioni di tipo fiscale.

Beh, visto che al momento non vivi in questi tre paesi, ti consiglio di continuare a leggere.

Sai quali sono le precondizioni per valutare se vivere all’estero, anche per lunghi tratti dell’anno? Non mi riferisco solo agli aspetti economici e a quanto ammonta la tua pensione. Parlo di quelle caratteristiche e attitudini che devi avere per affrontare il trasferimento efficacemente, che vanno oltre all’aspetto prettamente finanziario. Ne parlo in questo articolo: i 14 tratti del perfetto expat

Sono convinto che chi è mosso unicamente da motivi di vantaggio fiscale è destinato a fallire. Ti ho spiegato poco fa che la scelta veramente libera è fatta da colui che non mette al primo piano il perseguimento di uno zero virgola, ma la volontà di un miglioramento della qualità di vita. Che valore ha per te poter svegliarti e passeggiare sulla spiaggia che hai sempre sognato in Grecia? Quanto prezioso può essere un luogo dove goderti la meritata pensione lontano dall’insicurezza e dal caos delle metropoli?

Mi posso immaginare che già al pensiero ti stai già sentendo meglio, vero?

Tieni bene a mente allora a quale profilo appartieni e scopri ora quali sono i 4 errori che devi assolutamente evitare se vuoi trasferirti all’estero!

Un abbraccio!

Marco

Il tuo aggancio in Grecia

Atene, come muoversi quando arrivi in aeroporto

 Quando arrivi in aeroporto hai diverse possibilita’ per spostarti verso il centro citta:

  • Taxi: costo fisso di 38 euro per portarti in citta’ nella fascia oraria 05:00 – 24:00, quindi non farti fregare! Mentre sono 50 euro se ti sposti nella fascia 24:00 – 05:00
  • Autobus: X95 che porta a piazza Syntagma, costo 6 euro
  • Metropolitana: Metro linea 3 blu Ag. Marina – Aeroporto, costo biglietto 10 euro. Indicato per chi deve arrivare al porto del Pireo. Dall’aeroporto scendere a Monastiraki (durata circa 40 min.) e prendere la linea verde con destinazione finale Pireo – Pireaus (durata altri 30 min.) 

Questa è la cartina della metropolitana di Atene, il modo più efficace ed economico per muoversi in città.

La linea 1 (linea verde) conosciuta anche come ilektriko, unisce l’estremo nord della città Kifisia con il Pireo. La linea 2 (linea rossa) va dalla parte ovest Anthoupoli fino alla parte sud Elliniko. La linea 3 (linea blu) è quella che parte dall’aeroporto e arriva in centro città, fino ad Agia Marina.

Casa in Grecia, dove puoi comprare con 150 mila euro

Il sogno di avere una casa al mare accomuna molte persone nel mondo. Ma ti sei mai chiesto che budget ti serve per realizzare questo sogno in Grecia? Ovviamente dipende da molti fattori, come tipo di immobile, posizione, se di nuova costruzione o da ristrutturare.

Oggi ti voglio indicare quali sono le opzioni che puoi valutare con un budget da 150 mila euro e in quali isole della Grecia potresti comprare casa. Non entrerò nel dettaglio del tipo di casa perchè i dati si basano sui prezzi medi di vendita, proprio per darti un’idea delle possibilità di acquisto.

Partiamo!

Premessa importante: i prezzi indicati sono raccolti da fonti ufficiali attendibili come portali specializzati nel settore immobiliare in Grecia. Si riferiscono a prezzi medi di acquisto nelle varie località della Grecia. (in fondo all’articolo ti lascio i link dei due maggiori portali di ricerca immobili se ti viene voglia di andare a spulciare tra gli annunci)

Considera un aspetto importante dal punto di vista pratico: il tempo che ti serve per arrivarci. L’idea di aver a disposizione una casa in una delle meravigliose isole della Grecia è affascinante ma facciamo che sia anche piacevole il modo di arrivarci non credi? Molte isole infatti hanno l’aeroporto e devi mettere in conto di fare scalo ad Atene, magari fare una visita al nuovo museo dell’Acropoli e ripartire per la tua destinazione definitiva.

Ecco qui la lista delle isole che dispongono di aeroporto:

  • Corfù
  • Cefalonia
  • Zante
  • Mykonos
  • Naxos
  • Paros
  • Mylos
  • Santorini
  • Rodi
  • Kos
  • Karpathos
  • Samos
  • Chios
  • Skyros
  • Skiathos
  • Leros
  • Ikaria
  • Creta (Chania, Iraklio, Sitia)

L’alternativa è quella di prendere il traghetto e mettere in conto molte più ore di viaggio. Ovviamente questa alternativa diventa l’unica opzione se ti vuoi portare la macchina.

Ma adesso andiamo a vedere un po’ di prezzi…

Non prendere male ciò che sto per dirti: con questo budget scordati Mykonos! A meno che non ti bastino 29 metri quadri. Il prezzo infatti degli immobili nella più mondana delle isole greche si attesta sui 5.229 euro/mq

A Santorini potresti trovare qualcosa di più spazioso, attorno ai 43 mq, i prezzi si aggirano sui 3460 euro al mq. Visto che l’isola vulcanica è perfetta per una coppia direi che se non avete molte pretese a livello di spazio puoi goderti così i tramonti più incredibili di tutto l’Egeo.

A Paros già iniziamo a ragionare di un immobile che si possa definire tale: complimenti, 60 mq sono a portata di mano (i prezzi sono di 2500 euro al mq)

A Zante con questo budget potresti portare la tutta la tua bella famiglia, con un immobile di 85 mq (prezzi a 1740 euro al mq) e visitare la famosa spiaggia del Naufragio. Non mi dire che non la conosci!? guarda qui!

Se vuoi sentirti un novello “Capitano” alla Corelli e suonare il tuo mandolino allora a Cefalonia puoi comprare casa fino a 74 mq, con la sua fantastica spiaggia di Mirtos.

Se sei stato a Rodi in vacanza anni fa e ti sei innamorato della bellezza di quest’isola, sappi che potrai rinnovare questo amore tutti gli anni e goderti addirittura fino a 110 mq di immobile.

Per gli alternativi che invece pensano ad una casa lontano da tutto e tutti, e adorano la compagnia di soli esseri animali e qualche umano allora Kithnos è la soluzione perfetta. La casa che potrai acquistare sarà più che sufficiente con i 69 mq di spazio.

A Naxos, la più selvaggia e verdeggiante tra le Cicladi il prezzo medio degli immobili si attesta sui 2117 euro al mq, quindi con il budget di 150K riesci a fare l’affare per case da circa 70mq.

Ma come ti sentiresti se avessi una casa ad Itaca?non ti vengono i brividi al solo pensiero di dire torno ad Itaca? Se vuoi che il tuo secondo nome diventi Ulisse, sappi che la tua Penelope ti aspetterà sempre nei suoi 60 mq di appartamento! 😉 non fare tardi però…

Ecco direi che dopo questa carrellata di prezzi puoi avere un’idea più chiara sulle tue prossime mosse! Giusto?

Ah dimenticavo, se hai voglia di sbirciare qualche offerta clicca qui portale XE oppure qui portale Spitogatos.

Un messaggio importante per te: ho preparato una guida all’acquisto di immobili in Grecia con prezzi, spese da affrontare, la questione della residenza, perchè può essere un investimento per il futuro. Puoi scaricarla da qui!

Un abbraccio,

Marco, il tuo aggancio in Grecia

10 mila euro lasciati sul conto corrente bancario per 5 anni possono arrivare a perdere (tra spese sostenute e potere d’acquisto) fino al 18% diventando così 8.161 euro

Corriere della Sera, 9 marzo 2020

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